VERSO L’EURO 7: L’EVOLUZIONE DELLA NORMATIVA EUROPEA SULLE EMISSIONI INQUINANTI

Evoluzione degli standard europei sulle emissioni
Abbiamo riassunto in un’info-grafica l’evoluzione della normativa Europea sulle emissioni inquinanti prodotte dai veicoli a motore per fare chiarezza su quanto è stato fatto e su quanto si farà. Proprio in questi giorni infatti la Commissione Europea si è riunita a Bruxelles per una consultazione sul nuovo standard EURO 7, un’iniziativa che fa parte del Green Deal, la strategia comunitaria per rendere sostenibile l’economia dell’Europa.
 
Il primo standard

Gli standard europei sulle emissioni inquinanti sono stati introdotti a partire dal 1992 sulle omologazioni, e dal 1993 sulle immatricolazioni. Prima di queste date le emissioni di monossido di carbonio (CO), idrocarburi incombusti (HC), ossido di azoto (NOx) e di materia particolata (PM) non erano regolate da alcuna norma e l’inquinamento atmosferico derivante dal traffico su strada era fuori controllo.

Dal primo Euro- standard in poi si è verificato però un continuo susseguirsi di nuove regolamentazioni, sempre più specifiche e macchinose, che hanno reso difficile e oneroso per le case costruttrici adeguarsi e hanno creato confusione e disagi tra i guidatori.

La Commissione Europea ha identificato 2 grandi ostacoli che impediscono all’Euro 6/VI di apportare un’effettiva riduzione delle emissioni:

  • in primis, il fatto che i valori limite adottati sin qui  sono obsoleti e non prendono in considerazione la totalità delle sostanze inquinanti che mettono a rischio la salute dell’ambiente e dell’uomo;
  • in secondo luogo, le emissioni non vengono attualmente misurate in tutte le condizioni di guida e non sono monitorate per l’intero ciclo di vita dei veicoli.
Cosa c’è dopo l’Euro 6?

La Commissione Europea si propone quindi di elaborare un nuovo (e presumibilmente ultimo) standard sulle emissioni, che risolverà alcuni di questi problemi e che nello specifico mirerà a: 

  1. semplificare la normativa in modo da rendere più agevole, veloce e meno oneroso l’adeguamento da parte di case costruttrici e consumatori. Uno dei punti forti della proposta è l’applicazione dello standard a tutte le categorie di veicoli senza più distinguere tra auto/furgoni e camion/autobus;
  2. inasprire le restrizioni attuali ed ampliare il ventaglio delle sostanze inquinanti misurate al fine di includere anche altri agenti contaminanti che ad oggi non sono regolati: l’ossido di diazoto, l’anidride carbonica, la formaldeide e l’acetaldeide, e molte altre;
  3. integrare misure di controllo e di raccolta dei dati durante tutto il ciclo di vita dei veicoli e non solamente in fase di omologazione;

Un piano articolato dunque che dovrebbe concretizzarsi a partire dalla fine del 2021 ed accelerare la transizione verso una mobilità sostenibile, avvicinando l’Europa al raggiungimento dell’obiettivo di neutralità climatica entro il 2050.

VERSO L’EURO 7: L’EVOLUZIONE DELLA NORMATIVA EUROPEA SULLE EMISSIONI INQUINANTI

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