IL GPF: IL FILTRO ANTIPARTICOLATO PER I BENZINA

Filtro anti particolato benzina
Lo studio

Nel 2013 la Federazione Europea per il Trasporto e l’Ambiente (T&E), un organizzazione non governativa che ha per obiettivo la sensibilizzazione dell’Europa su temi di tutela ambientale,  ha commissionato all’ente tedesco Tuv Nord uno studio sulle emissioni di particolato prodotte dai motori benzina a iniezione diretta.

Di lì a 3 anni sarebbe entrata in vigore la normativa Euro 6c, che avrebbe introdotto un nuovo limite alle emissioni di PM dei motori benzina basato sul numero di particelle emesse: 600 miliardi di particelle per km. Un grosso cambiamento considerando che il valore limite previsto dall’Euro 5 per i motori diesel era di 6.000 miliardi per km.   

Considerato ciò, il report di Tuv Nord, pubblicato il 28 novembre del 2013 sul sito di T&E, ha portato alla luce dati di fondamentale importanza:

 

  • ha rilevato che i motori benzina a iniezione diretta emettono particelle di particolato 10 volte di più rispetto ai motori diesel dotati di DPF
  • inoltre ha evidenziato che essi producono 1000 particelle di particolato in più rispetto ai benzina a iniezione indiretta

 

Il test, condotto su 3 benzina a iniezione diretta tutte conformi allo Standard Euro 5, mostrava che tutte le auto rientravano anche nello standard Euro 6b, ma nessuna nello standard Euro 6c, mentre i diesel erano già tutti conformi.

La conclusione di Tuv Nord è stata chiara: l’uso del filtro antiparticolato risolve il problema delle emissioni elevate dei motori a benzina a iniezione diretta e rende possibile il soddisfacimento dei requisiti della normativa Euro 6.

Di qui la nascita del GPF.

 

(Puoi trovare il report di Tuv Nord qui: https://www.transportenvironment.org/sites/te/files/publications/TUV-Technical_report.pdf)

 

 

Cos’è il GPF?

Il GPF è il dispositivo post-trattamento dei gas di scarico per i motori a benzina a iniezione diretta.

E’ costituito da un monolite (elemento filtrante) con una struttura a nido d’ape, formata cioè da condotti aperti e condotti chiusi in modo alternato. Questa struttura fa sì che i gas debbano passare per determinati canali porosi, all’interno dei quali il particolato viene “catturato”. Al raggiungimento di una determinata temperatura (circa 600°), il particolato così accumulato viene eliminato automaticamente attraverso la combustione (auto rigenerazione del filtro antiparticolato).

La differenza tra il GFP e il DPF sta nel materiale con cui è fatto il monolite e nei tempi dell’auto rigenerazione.

Nel GPF il materiale utilizzato per il sistema di filtraggio è la cordierite (AIMg), mente il DPF è fatto di carburo di silicio (Sic). 

Questa differenza è dovuta al fatto che la cordierite resiste meglio alle alte temperature, che i benzina a iniezione diretta raggiungono molto più velocemente rispetto ai diesel (questo è anche il motivo per cui inquinano maggiormente, come evidenziato anche nello studio di Transport & Environment). 

Inoltre, proprio per il fatto che le motorizzazioni benzina a iniezione diretta raggiungono in fretta la temperatura necessaria affinché avvenga l’auto rigenerazione, il GPF si presta bene alla guida nei tratti urbani, diversamente dal DPF che in tali circostanze si intasa più velocemente.

 

Attenzione alla manutenzione!
Si è detto che per tutte queste sue caratteristiche intrinseche, il GFP, in linea teorica, presenti meno problemi dal punto di vista della manutenzione.
Noi però, in base alla nostra ormai ventennale esperienza nella pulizia dei filtri antiparticolato, ricordiamo a tutti i consumatori che ogni combustione genera dei residui, pertanto è sempre consigliabile effettuare una periodica rigenerazione dei filtri antiparticolato, DPF o GPF, presso i centri specializzati. 

 

IL GPF: IL FILTRO ANTIPARTICOLATO PER I BENZINA
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