GPF, il filtro antiparticolato per i motori benzina

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Da settembre 2018 la normativa antinquinamento Euro 6c, che riduce di dieci volte le emissioni di particolato ammesse per le auto a benzina e che era già in vigore per i modelli di nuova omologazione, viene estesa a tutte le vetture di nuova immatricolazione. Ciò significa la comparsa del filtro antiparticolato sui motori a benzina.

Perché il filtro antiparticolato sui benzina?

Il filtro antiparticolato per motori a benzina si chiama GPF (Gasoline Particulate Filter), mentre quello montato sulle unità a gasolio è internazionalmente identificato come DPF (Diesel Particulate Filter) o FAP (Filtre à particules).

Sembra che a rendere necessaria l’installazione del filtro antiparticolato sui motori a benzina sia l’iniezione diretta che, se da un lato garantisce più potenza con minori consumi, dall’altro inquina di più. Con l’iniezione diretta infatti, la compressione del carburante nelle camere di scoppio avviene ad altissime pressioni e ciò influisce sulla quantità di polveri sottili liberate nell’ambiente (una quantità 1000 volte maggiore rispetto ai motori a gasolio secondo l’associazione europea indipendente Transport&Environment).

L’installazione di un filtro antiparticolato rappresenta quindi la soluzione migliore per rispettare le sempre più stringenti normative antinquinamento, tanto che i molti costruttori stanno imboccando questa strada, su tutti il gruppo PSA (Peugeot, Citroen, DS e Opel) che da gennaio 2018 ha aggiornato i motori 3 cilindri turbo 1.2 e 4 cilindri 1.6 dotandoli del GPF.

Come funziona il GPF, Gasoline Particulate Filter?

Proprio il gruppo PSA ha illustrato il funzionamento del Gasoline Particulate Filter spiegando che, a differenza dei tradizionali filtri antiparticolato dei diesel, il GPF ha il vantaggio di non ostruirsi: la pulizia del filtro avviene di continuo e non soltanto quando il filtro è intasato.

adblueQuesto risultato è stato ottenuto modificando leggermente i motori, il catalizzatore e il sistema che controlla la miscela aria/benzina ma soprattutto lavorando sui materiali: contrariamente al filtro ceramico dei diesel, fatto in carburo di silicio, il GPF adotta la cordierite, un minerale resistente al calore che reagendo con le polveri sottili, innesca una pulizia interna del filtro, continua e autoregolata.

Secondo le dichiarazioni fiduciose delle case costruttrici, anche i filtri antiparticolato diesel DPF e FAP promettevano un sistema di autorigenerazione efficace, ma la realtà dei fatti come tutti sanno è diversa: la maggioranza degli automobilisti non soddisfa i parametri di velocità e chilometraggio necessari affinché l’autorigenerazione si avvii. Si trovano quindi costretti a sostituire il filtro antiparticolato o affidarsi al nostro servizio di pulizia con Flash Cleaner Machine.

Staremo a vedere cosa succederà con i GPF ma ricordiamoci che ogni volta che un combustibile brucia, produce cenere e la cenere andrà sempre rimossa.

La prima vettura dotata del GPF sarà la Peugeot 308, che si avvale dell’iniezione diretta della benzina al pari di tutte le auto per cui è necessario il GPF, e che secondo la PSA sarà in grado di tagliare le emissioni di particolato fino al 75%.

GPF, il filtro antiparticolato per i motori benzina

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